La raccolta di funghi in Tirolo

------

Per raccogliere funghi bisogna avere un po’ lo spirito dei cacciatori. Armati di un cestino e di un piccolo coltello, si vaga per il bosco alla ricerca di splendidi porcini dai cappelli robusti e di gustosi finferli.  Se la giornata è propizia, se ne sente addirittura l’odore! Molti preferiscono andare in cerca di funghi dopo giornate piovose, quando il bosco trattiene l’umidità della pioggia e si vedono i funghi spuntare.

Chi domanda informazioni riguardo ai luoghi migliori per la raccolta di funghi, solitamente non ha fortuna. Nessun esperto di funghi svela dove ha trovato il suo bottino.

Ecco alcuni consigli generali:
• I funghi crescono soprattutto in zone umide e ricoperte di muschio.
• Particolarmente adatte sono le radure, dove i funghi sono riparati.
• Anche al confine del bosco la raccolta è particolarmente ricca.
• E come già accennato sopra:  quando il sole fa nuovamente capolino dopo giornate piovose, si trovano particolarmente tanti funghi.

Ma la raccolta dei funghi va anche legata al rispetto delle regole.  Secondo il regolamento vigente in Tirolo è permesso raccogliere funghi nella quantità massima di due chili al giorno e a persona.  Rispettando questa regola, si tutela il patrimonio micologico e chiunque può intraprendere la caccia ai funghi.  I funghi sono indispensabili per il bosco  in quanto contribuiscono all’approvvigionamento di sostanze nutrizionali per molti alberi.

Cosa bisogna tener presente per la raccolta di funghi:
• Il regolamento vigente in Tirolo prevede la raccolta di funghi nella quantità massima di due chili al giorno e a persona.
• Tagliare sempre i funghi con un coltello in modo da non danneggiare il micelio. Riporre i funghi in un cesto o in un sacco che lasci circolare l’aria.
• Se non si è sicuri della commestibilità di un fungo, è meglio non raccoglierlo.  Spesso dietro l’albero successivo si trova un fungo conosciuto da poter mettere in pentola senza esitazione.
• Non siate spericolati e prestate attenzione non solo ai funghi ma anche a dove mettete i piedi. Non percorrete sentieri scoscesi o esposti.  Il terreno è spesso umido e si può scivolare facilmente, ferendosi gravemente.

Per chi volesse accingersi alla raccolta di funghi, ecco una panoramica dei funghi più diffusi nei boschi tirolesi.

 

Funghi porcini

Steinpilze sind unter anderem an ihrem dicken Stiel zu erkennen. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Funghi porcini. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Il porcino è senza dubbio il re dei funghi. È robusto, carnoso, si presta bene ad essere rosolato in padella e il suo gusto è inconfondibile. Solitamente il cappello è marrone, i pori sono bianchi o di color giallo-olivastro. Presenta reticoli chiari nel gambo e tessuti bianchi raramente viranti al blu se sottoposti a pressione o al taglio. I porcini si trovano soprattutto dopo giornate di pioggia in estati calde, ma anche fino al tardo settembre.

 

Finferli

Pfifferlinge finden sich in der traditionellen Tiroler Küche wie zum Beispiel beim Eierschwammerl-Gulasch. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Nella cucina tirolesi i finferli sono una specialità. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

I finferli, dal colore marcante acceso e dorato sono anche conosciuti con il nome di cantarelli o gallinacci. Solitamente si trovano  in gruppi sotto gli alberi, su terreni ricoperti di muschio e in piccole radure. Sono tra i funghi più ricercati e prelibati grazie al gusto intenso e donano a qualsiasi piatto di funghi una nota particolare. Le caratteristiche tipiche dei finferli sono la forma e il colore del gambo e del cappello. Il cappello giallo come il tuorlo di un uovo ha un diametro che varia dai 2 ai 9 centimetri e appare emisferico negli esemplari più giovani, mentre tende ad incurvarsi e ad assumere una forma convessa negli esemplari più maturi.

 

Bovista

Beim Bovist ist vorsicht geboten, denn nicht alle Arten sind genießbar. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Attenzione. Non tutti i tipi di bovista sono commestibili. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

La bovista è molto gustosa, cresce nei boschi dall’inizio dell’estate fino all’autunno inoltrato e ricorda nella forma i classici champignon. Grazie al gusto delicato e alla facile reperibilità, la bovista commestibile è apprezzata tra i cercatori di funghi. Prima di raccoglierle, tuttavia, si dovrebbero riconoscere le diverse specie di questo genere di funghi. Infatti, all’interno di questo genere vi sono anche delle specie che non sono commestibili o che sono addirittura velenose. Se non si conoscono le specie commestibili delle boviste, è meglio non raccoglierle.

 

L’Ovolo malefico – attenzione velenoso!

Ein schönes Fotomotiv: der Fliegenpilz. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Uno dei funghi più fotografati: l’ovolo malefico. Sfortunatamente non è commestibile. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Questo fungo lo conoscono tutti. Cappello bianco con punti bianchi. L’ovolo malefico è uno dei funghi più belli e colorati dei nostri boschi. Ma tutti sanno anche che non è commestibile. È un ottimo soggetto fotografico per un raccoglitore,  ma lasciatelo stare e ammiratene soltanto il gioco di colori.

 

Mazza di tamburo

Bei diesem Speisepilz muss man sich sicher sein, dass es sich um einen Parasol handelt, denn er hat einige giftige Doppelgänger. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Raccogliene la mazza di tambura vuole attenzione. Viene confuso con l’ovolo malefico che è altamente velenoso. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

La mazza di tamburo è uno dei funghi commestibili più apprezzati e cresce solitamente in gruppo.  Il cappello è inizialmente ricoperto da una pellicola marrone che presto si rompe e si squama in larghe scaglie irregolari. Consiglio per la preparazione: mettere il cappello su un grill, cospargerlo di olio d’oliva, sale e pepe. Così gustato è un vero e proprio piacere. Attenzione! Viene facilmente confuso con l’ovolo malefico che è molto velenoso!

 

Lactarius – non commestibile

Bei den Milchlingen muss man aufpassen, denn einige Arten sind giftig. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Alcuni dei lactarius sono velenosi. Meglio non raccoglierli anche se sono molto diffusi. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Diciamo la verità: i funghi del genere Lactarius non vanno raccolti ad ogni costo, anche se la loro presenza è molto diffusa in Tirolo nei boschi di conifere. Hanno tonalità diverse che variano dal rosso al bruno, sono commestibili e dal gusto delicato. Tutte le specie del genere Lactarius  sono commestibili, ma alcune di esse possono essere molto amare.

 

Coppa scarlatto – non commestibile

Diese Prachtbecherlinge sind schöne Fotomotive, sollten aber nie in den Pilzkorb wandern. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Meglio fotografarli non metterli nel cesetino. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

La Sarcoscypha coccinea, comunemente conosciuta come la coppa scarlatto è un fungo praticamente inconfondibile, dalla forma di una coppa che al suo interno è rossa o arancione brillante. In Tirolo si trova spesso fino in alta montagna. Sono soggetti bellissimi per le fotografie, ma ne sconsigliamo il consumo.

 

Russule

Siegrid Neuhauser vom Pilzverein weiß, dass der Täubling ein super Anfänger-Pilz ist. Anhand der splitternden Lamellen ist er leicht zu erkennen und alle Arten die beim Kosten nicht scharf (oder bitter) schmecken, sind genießbar. Foto Graustieltäubling: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Sigrid Neuhauser del Pilzverein a Jenbach dice, che le russule sono funghi ideali per principianti. Grazie alle sue lamelle è facilmente riconoscibile e tutti i tipi che gustando non sono piccanti (o amari) sono commestibilie. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

La russula è un fungo molto diffuso in Tirolo ed è ottimo da mangiare. Se si trova un bosco in cui crescono le russole, i due chili di funghi al giorno permessi sono presto raccolti. Le russole commestibili possono essere di quasi tutti i colori, dal rosso al marrone. In Tirolo, le russole si trovano da giugno ad ottobre in boschi con piante ad alto fusto, sia latifoglie che conifere, sotto querce, faggi rossi, abeti e pecci. Le russole preferiscono terreni sabbiosi e substrati silicei, mentre non crescono sui suoli prettamente calcarei.

 

Leccini

Dieses Foto zeigt Rotkappen, die oft synonym mit den Birkenpilzen verwendet werden, erklärt uns Siegrid Neuhauser vom Pilzverein. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Il fungo sulla foto in tedesco si chiama “Rokappe” (cappellino rosso) che viene utilizzato come sinonimo per leccini. Foto: Verein für Pilzkunde Tirol-Jenbach

Il leccino è un fungo cilindrico di medie-grandi dimensioni con un cappello bruno, finemente vellutato, un gambo bianco ricoperto da una scura sfumatura squamosa. Questo fungo edule dall’ottimo gusto, si trova soprattutto alla base delle betulle, specialmente sul limitare del bosco. Si consiglia di raccogliere soltanto esemplari giovani dalla carne più soda. In Tirolo, questo fungo dal gusto delicato, cresce da giugno ad ottobre.

 

Attenzione! Altamente velenoso!

Tignosa verdognol

Le tignose verdognole sono tra i funghi più velenosi in assoluto e sono responsabili dell’80-90% degli avvelenamenti mortali da ingestione di funghi. Basta una piccola dose per un avvelenamento mortale. La tignosa verdognola può essere facilmente scambiata con funghi commestibili come le russole, gli champignon o le tanto apprezzate mazze di tamburo. Il cappello della tignosa verdognola può avere un diametro di 5-15 centimetri ed è liscio. la sua superficie, se umida, risulta un po’ appiccicosa, se secca è serica e lucida. La pellicola del cappello di questo fungo può essere rimossa. Il gambo è bulboso alla base.

Nessun commento